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bei Finero, Piemonte (Italia)

Menek:

Ancora dovevamo spogliarci che già qualcosa di “grosso”era nell’aria… Ma grosso quanto uno ci potrebbe chiedere; Grosso, grosso… ops, mi sto già incasinando.

Come tante belle escursioni, anche questa è nata quasi per caso, senza aver fatto grandi ricerche in rete per capire dove si andava a mettere gli scarponi, ma come si è finiti in Val Vigezzo? Ma che cazzo ne so regà, se vi dico che è nata per caso l’escursione come posso dirvi perché siamo finiti proprio li???

Comunque, dopo aver letto la bella relazione di micaela sul Faggio del Foer http://www.hikr.org/tour/post106645.html mi sono detto: se lei ha fatto tutta sta strada per un Faggio (pur bello), non è giunto il momento anche per me di fare una mattata e partire verso le zone della Mic? Neanche il tempo di trovare in me una risposta che ricevo un sms da GIBI… “Menek, quando vai a trovare la Mic fammi un fischio”, ma poi, ecco un “uazzapp” di froloccone… “Ciao Dom, come stai?” Et voilà la risposta che cercavo, quando succedono queste cose tutto è già scritto sulla pietra, Mic arrivo! Anzi, arriviamo…

E siamo a Finero, tutti assieme e ben sintonizzati, come se ci conoscessimo da cent’anni; seguiamo le indicazioni poste su una palina e cominciamo a salire, salire, salire… cazzo, ma qua si sale troppo! E che razza di pendenza… (non sto parlando del pistolino di Poncione).

Senza mai mollare, il sentiero ci porta su sino a La Cima, la prima “conquista” di giornata, da qua, possiamo già ammirare il meraviglioso paesaggio che ci circonda, scattiamo foto, allarghiamo i nostri sorrisi in maniera esponenziale e… mentre il resto del gruppo si sta tirando le “pippe” sulle varie cime che ci circondano, io e Mic siamo pronti per essere immortalati da Novella 2000! Traaac, è un’attimo ragazzi… voi andate pure avanti a parlare della Pioda di Crana.

Via gente, si riparte, la Testa del Mater ci aspetta; si scende veloci da La Cima, e altrettanto velocemente, ci portiamo sulla ripida “rampa di lancio” che in breve ci deposita sulla Testa del Mater! Evvai… evvai si, essendo solo le 11:30, nessuno ha voglia di mettersi a mangiare e già stiamo puntando verso la Dorsale del Mater. Direzione: Forcolino, ultimo rilievo prima della discesa al Passo della Forcola.

Ci siamo, Forcolino. Fuori il cibo… e la birra mista a vino. E anche per oggi, panini&puttanate.

Il tempo stringe e la strada è ancora lunga, soprattutto quella per il ritorno a casa, non si ha neanche il tempo di fare una gara di lancio del “cappero”, che è già ora di mettere lo zaino in spalla. Si scende con attenzione sino alla sottostante Forcola e poi in mezzacosta ci portiamo all’Alpe di Chiarone, entriamo in un bellissimo e selvaggio bosco, e dopo aver attraversato altri alpeggi, finalmente la bella carrareccia ci fa arrivare comodi sino a Finero, dove ci rifocilliamo a suon di birra. Vogliam parlare delle cagate dette col timbro vocale del buon Valentino Rossi? Meglio di no… si finisce con gli immancabili abbracci. Grazie a tutti/e, e alla prossima… con gli stessi sorrisi.

Nota 1): bellissimo giro ad anello in una zona a me sconosciuta; i paesaggi da cartolina si amalgamano con le severe cime che proteggono la Valle di Vigezzo, e se aggiungiamo la ricca storia delle genti che da sempre popolano questa valle, il gioco è fatto! Peccato che io abiti in culo al mondo rispetto a qua. Il sentiero non ha difficoltà tecniche, se non la breve discesa dal Forcolino al Passo della Forcola e qualche passaggino da fare con altrettanta attenzione nel bosco, quindi la valutazione T2 è d’obbligo. Detto questo, è stato un piacere conoscere di persona la simpatica e sorprendente Mic, oltre a ramingo, Claudio e il bellissimo Warry.
Dislivello 1080 m- km 13,000 ca- 5h30
p.s. la traccia è manuale, quindi, è approssimativa. Il gps era out!

Nota 2): Amici… by Eric.

AMICI (2).



In Valle noi arriviamo con una bella bici,

calcando bella ardesia e grandi superfici,

un gruppo di sbiellati usciti dagli uffici.

Amici,

se avessimo un alpeggio non pagheremmo l’ICI,

se arrivan gli ispettori tu li maledici,

ragazzi stiamo attenti, chiamiam le curatrici.

Amici,

abbiam sbagliato posto ed è da un po’ che me lo dici,

ma mai avrei pensato di fare gli artifici,

si fottano le vacche insieme alle fattrici.

Truccati e poi struccati sembriamo grandi attrici, e in fondo mi domando: chi cazzo son gli Amici?



A' la prochaine! Menek & Olmo

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