Fahrzeit  2 Stunden 45 Minuten

Zeit  7 Stunden 55 Minuten

Koordinaten 1801

Hochgeladen 13. Oktober 2018

Aufgezeichnet Oktober 2018

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1.752 m
1.090 m
0
2,9
5,8
11,64 km

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bei Arni, Toscana (Italia)

Lasciamo l'auto nel piccolo spiazzo vicino all'ingresso Est della galleria del monte Pelato (Passo del Vestito), a quota 1100m. Si segue verso Nord il tratto comune dei sentieri CAI 42 e 150. Alla diramazione seguiamo per un breve tratto il 42 fino ad arrivare al Passo del Vestito (1151m) per visitare, poco più avanti, un bunker risalente alla linea Gotica, allora adibito a deposito munizioni. Torniamo indietro alla diramazione per seguire il CAI 150 che alternando tratti scoperti ad una splendida faggeta, ci porta con ripida salita allo Schienale dell'Asino (1384m). Dopo una breve sosta continuiamo sul 150 in direzione Nord, percorrendo la divertente cresta del Vestito (a tratti moderatamente esposta), che ci porta fin sotto l'imponente "punta di freccia" della parete Sud del monte Macina (1568m). Il sentiero prosegue aggirando lo spigolo Sud-Est del monte e percorrendo la base del suo versante Est. Giunti all'incirca davanti alla Cava Collettino (qualche centinaio di metri più in basso di noi, sulla destra), dal 150 si staccano sulla sinistra delle tracce azzurre che indicano il sentiero di vetta. Lo seguiamo facendo attenzione, è una salita mai banale, il fondale di roccette smosse e scivoloso paleo aumentano il rischio di cadute, inoltre consiglio l'uso del caschetto per il pericolo, appunto, di sassi cadenti, soprattutto se sopra ci sono altri escursionisti o anche soltanto le capre. Guadagnata la vetta pranziamo e ci prepariamo ad affrontare la cresta Nord del Macina. Io l'ho trovata molto piacevole e divertente ma è indubbiamente molto esposta in alcuni tratti e molto aerea in generale. Si deve superare qualche passaggino di secondo grado e verso la fine, nel punto che alcune cartine chiamano Sella di Macina, bisogna scendere un muretto di circa tre metri per il quale ci siamo aiutati fissando una corda (ma con attenzione e un po' di praticità si riesce a scendere anche senza). Adesso troviamo un altro salto spittato, che si può aggirare dal basso su ripido paleo, superata quest'ultima difficoltà ci troviamo all'uscita della galleria (lato N-O) della marmifera che porta alla cava Ronchieri. Entriamo nella cava e non riesco a esprimere a parole il disastro cui ho assistito. I cavatori stanno estraendo il marmo da dentro la montagna, così che da fuori non si veda nulla. Si attraversa tutta la cava interna, tra il puzzo di olio esausto e carburante, con i brividi. Stanno svuotando il monte Sella. Raggiunto il piano superiore (sempre dentro alla montagna, come fosse uno di quei parcheggi sotterranei) si esce da una grossa finestra che immette sulla placca liscia e ripida del versante Sud-Ovest del monte Sella. Si avanza su di un traverso reso possibile da paletti di acciaio che reggono un cavetto a cui tenersi -anche questo tratto è da brividi- fino a guadagnare il CAI 160, che proviene da Ovest, dalla Focola del Vento. Inizia l'ultimo tratto di salita, che porta a una selletta: a sinistra si raggiunge la cima Nord (1735m), mentre a destra la Sud, che è considerata la vetta, 1736m. Proseguiamo la discesa sul versante Est, con attenzione: ci sono alcuni tratti attrezzati con cavo metallico. Non ci sono grosse difficoltà, ma come per il Macina, non è mai una discesa banale e anche qui bisogna fare attenzione alle capre, sempre presenti, che se si spostano sopra di noi fanno inevitabilmente rotolare sassi. Si arriva così a Passo Sella (1498m), si scende ancora, si attraversa la marmifera (su cui corre il CAI 31) e imbocchiamo di nuovo il 150 che, costeggiando l'imponente mole della cresta Sella-Macina sul versante Sud-Est, ci riporta al punto in cui, all'andata, lo avevamo abbandonato per le tracce azzurre del sentiero di vetta del Macina. Da qui ripercorriamo la via dell'andata, riattraversando la cresta del Vestito e scendendo dallo Schienale dell'Asino sulla destra (Ovest), seguendo il CAI 150 fino alla macchina.
Escursione che valuto "per esperti" perché per tutto il percorso servono attitudini alpinistiche, passo sicuro, conoscenza del terreno apuano e, soprattutto, totale assenza di vertigini.

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