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bei Costa del Gavarno, Lombardia (Italia)

12 Maggio 2018
L’idea di percorrere, a piedi, la strada che da Scanzorosciate, attraverso la Valle del Lujo e la Vai Cavallina, porta al Rifugio partigiano della Malga Lunga è venuta ad alcuni compagni della sezione A. N.P. I. di Scanzo, poi condivisa con lo Spi Cgil di Bergamo.
Il nome della “malga lunga” è indissolubilmente legato alla memoria della tragica giornata del 17 novembre 1944, quando reparti fascisti della “tagliamento” riuscirono a sorprendere e a catturare una parte della squadra di Giorgio Paglia, ufficiale della 53” Brigata Garibaldi “tredici martiri”.
Da giorni le zone operative delle formazioni partigiane erano percorse da grandi rastrellamenti, che vedevano impegnate numerose forze fasciste (tagliamento, monterosa, brigate nere), inasprite per gli smacchi che erano state costrette a subire. fascisti giungono di sorpresa alla malga lunga verso le ore 12; l’imboscata è favorita da una serie di circostanze avverse (il mancato allarme della sentinella, iltradimento di un ex-partigiano).
Giorgio Paglia e i suoi uomini sono costretti ad arrendersi. oltre all’evidente sproporzione delle forze, la resa fu motivata dalla presenza di due feritì, il russo Starich ,gravemente colpito da una bomba a mano gettata nell’interno della cascina e tormenta (Mario Zedurri), ancora sofferente per le ferite riportate nella battaglia di Fonteno.
I fascisti promettono con la loro “parola d’onore” di rispettare la vita dei combattenti. la squadra quel giorno si trovava a ranghi ridotti: un gruppo di uomini, inviati in servizio verso ranzanico, non vengono coinvolti nell’imboscata, mentre gli altri compagni della formazione non possono interveniretempestivamente perchétutta la zona è percorsa dai rastrellamenti.
Le condizioni stabilite dai fascisti naturalmente non vengono rispettate, i feriti starich e tormenta vengono immediatamente uccisi sul posto a colpi di pugnale. Giorgio Paglia, Guido Galimberti (Barbieri), Andrea Caslini (Rocco) e i russi Kopcenko Simone, Nogrin Alekander, Doneze Molotov vengono portati a costa volpino.
Il tentativo di liberare i prigionieri durante il trasporto a valle, operato dal comandante Montagna (Giovanni Brasi) in una situazione confusa edifficile, non ha alcun esito. Giorgio Paglia rifiuta lagrazia che viene offerta a lui soltanto in quanto figlio di medaglia d’oro al v.m. e viene fucilato il 21 novembre 1944 assieme ai suoi compagni al cimitero di Costa volpino.
La malga lunga diventa così il simbolo della 53” Brigata Garibaldi “13 martiri”. ridotta a rudere la cascina è stata ricostruita per iniziativa degli stessi ex partigiani garibaldini, che vogliono ricordare alle giovani generazioni quanto è costata la conquista della libertà e della democrazia.
Se raccoglieste un sasso ogni km alla fine ne avreste circa 32 e, una buona parte, risulterebbero abbastanza diversi tra loro. Questo perché, senza accorgercene, stiamo per compiere un viaggio a ritroso anche nella storia geologica del nostro territorio.

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