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bei Sarezzo, Lombardia (Italia)

Sono certo che se abiti in Valle Trompia, in particolare a Sarezzo o Villa Carcina, avrai sentito più volte parlare di questo luogo misterioso e leggendario. Se ancora non sai dove si trova spengo subito però ogni poesia: è quella sommità che puoi osservare proprio sopra la frazione di Noboli, dove ci sono tutte quelle brutte antenne. La presenza di queste infrastrutture per le telecomunicazione può farci però capire che si tratta di una posizione strategica, vale quindi la pena di farci un salto!

Scelgo di utilizzare il sentiero 307 che parte da Noboli, a poche decine di metri da casa mia. Il percorso più frequentato per salire al Pizzo è sicuramente quello che sale da Cogozzo, preferisco tuttavia approfittare della vicinanza per capire se può diventare una salita da sfruttare periodicamente per una gitarella. Si parte seguendo le indicazioni presenti dopo la Chiesa della frazione lungo un marcato sentiero che sale tra muri a secco e recinzioni che delimitano alcune proprietà utilizzate prevalentemente per la coltivazione di ortaggi.

Superate queste ultime tracce di civiltà entro in un grande castagneto dove le forti piogge hanno reso il percorso davvero faticoso a causa del fango. Alcuni alberi caduti mi costringono ad improbabili deviazioni, è evidente che non transitano molte persone vista la totale assenza di impronte. La bollatura è presente ma spesso bisogna affidarsi all'intuito e cercare di guardare lontano per scovare qualche segno su un albero piuttosto che su una roccetta.

Raggiungo l'ampio prato in località Piazze e mi trovo di fronte ad un trittico di opzioni da seguire, due di esse portano al Pizzo Cornacchia ed io decido di rimanere fedelmente sul 307 come da programma. Lascio le cascine alle mie spalle ed entro nuovamente nel bosco seguendo la debole traccia di sinistra, consulto il GPS per capire se la direzione è corretta in quanto non trovo punti di riferimento. Mi trovo praticamente in un torrente ma scopro che si tratta effettivamente del mio sentiero, semplicemente ha piovuto molto e per questo si è trasformato in un ruscello.

Raggiungo la strada che sale da Vesalla transitando accanto all'antico Palazzo del Baglio, proseguo su di essa fino al sottostante tornante ed individuo una debole traccia che sale ripida nel prato. La percorro e trovo le indicazioni del sentiero 3V che seguo per un breve tratto fino a raggiungere una ripidissima mulattiera che conduce in vetta nel giro di una decina di minuti. Probabilmente qui è possibile transitare anche con un fuoristrada visto che gli impianti presenti necessitano sicuramente di manutenzione periodica e di interventi rapidi in caso di malfunzionamenti.

Esploro i dintorni della vetta per scorgere qualche punto panoramico e riesco ad osservare finalmente la mia Valle Trompia dall'alto. Decido di fermarmi per una decina di minuti e consumo una meritata colazione, nel frattempo studio sulla mappa la discesa con l'intento di utilizzare il sentiero 303 e poi trovare il modo di tornare a Noboli. Se proprio non dovessi riuscire ad orientarmi potrò sempre raggiungere Cogozzo e poi percorrere la strada principale fino a casa.

Il sentiero è indicato "per esperti" in quanto il primo tratto è esposto e richiede di superare alti scalini di roccia, la presenza di alcune corde metalliche consente a chiunque di affrontarlo in sicurezza, basta prestare un minimo di attenzione ed evitare manovre avventate. Io che sono davvero alle prime esperienze lo supero con facilità per poi proseguire lungo il ripido sentiero che scende nel fitto bosco dove incontro un paio di gruppi di escursionisti che stanno salendo con i quali scambio qualche parola sulla difficoltà della salita e sul bel tempo.

Raggiungo la località Sella Bassa e senza rendermene conto imbocco il sentiero corretto che devia a sinistra divenendo piuttosto pianeggiante. Preferisco non fermarmi per valutare la posizione sulla mappa e proseguire d'istinto. Raggiungo Noboli nel giro di una mezzoretta chiudendo così la bella escursione ad anello e rientrando comodamente a casa per pranzo. Nel complesso il percorso si è rivelato completo ed appagante da ogni punto di vista, la salita da Noboli tuttavia andrebbe "curata" pulendo il sentiero e rivedendo la bollatura in modo tale da renderla percorribile davvero a tutti.

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